Ci troviamo nell’entroterra della Campania, nella verdeggiante collina della “valle del Miscano”, tra il Sannio e l’Irpina, sul preistorico percorso della transumanza, “la via della lana” del Tratturo Regio Pescasseroli-Candela in un ambiente incontaminato ricco di flora e fauna, tipica dell’Appennino Meridionale, in un’area ad elevata valenza naturalistica – paesaggistica – archeologica, nei pressi della necropoli sannita del (IV° – VI° sec. A.c.).
Per la masseria passano antiche vie ed il tratturo del Termine che intersecandosi con altri tratturi, tratturelli e diverticoli, formavano tracciati di quella fitta rete di percorsi della “Transumanza”, con la via del fieno a monte, e la via dei mietitori verso sud est, la via Traiana, l’Erculea el’Egnazia.
La storia locale narra di passaggi di greggi e armenti che facevano sosta alla nostra masseria armentizia, in prossimità esiste un’area di sosta con pascolo, fontana perenne “Fontana de lu Fierro” (Fontana del Ferro) ristoro e rifugio per i pastori.
La nostra Masseria, sorgeva lungo una di quelle vie facente parte del percorso dei pastori.
La masseria interamente costruita in pietra locale a faccia vista, rappresenta una ormai rara testimonianza di architettura rurale di fine settecento, tipica dell’entroterra della Val Miscano ed è annoverata tra gli edifici di pregio storico. Oggi l’antica residenza ristrutturata, promuove e tutela il territorio con servizi turistici e di accoglienza.
Anteriormente la masseria padroneggia la bella corte (aia) con un selciato in pietra a basali e conci a quadroni difformi della stessa epoca, arricchita da un pergolato tipico locale, dove potersi gustare in tutta tranquillità il fresco, consumare dolci colazioni o spensierate letture.
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